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07/04/2019 - 07/04/2019


Morte e rinascita: il tempo della trasformazione

articolo di Giuliana Colella - foto dell'evento presso la scuola Gianni Rodari


Cari Amici,
sono passati sette mesi dall'annuncio della chiusura della Casa di Rumi, e sette anni dall'inizio della scrittura del libro 'Rumi Dialogo con l'Universo'. (Il numero sette è un ciclo, e dal punto di vista esoterico segna un momento significativo del proprio percorso evolutivo). Proprio oggi mi sono svegliata con una maggiore consapevolezza del valore culturale, formativo e spirituale di questo libro e quindi della necessità da parte mia di assumermi più responsabilità per la sua promozione. A tal fine ho deciso di scrivere su questa pagina mobile del sito brevi articoli che servano come spunti di riflessione per incoraggiarne la lettura.

L'argomento di oggi è in sintonia con il momento astrologico - l'inizio della primavera - con la Pasqua, e con altre festività religiose di diverse culture, che hanno luogo in questi giorni sia in oriente sia in occidente. Anche Dante ha iniziato il suo viaggio vicino all'equinozio di primavera dell'anno 1300.

Tutti noi ci troviamo periodicamente ad affrontare, in senso metaforico, periodi di morte e rinascita. E' parte del nostro processo evolutivo: senza questi passaggi non c'è la scalata verso stati di coscienza superiori. E' il momento rappresentato in natura dal chicco di grano che si spacca per far spuntare le radici e la nuova piantina, o dal bruco che si trasforma in farfalla. Perché il nuovo possa manifestarsi, occorre lasciare che il vecchio si sgretoli. Che cosa ci può aiutare ad affrontare la fase spesso dolorosa della nostra trasformazione?

1. Il riconoscere e accettare che l'ostacolo, che abbiamo di fronte, in realtà, è dentro di noi ed è il nostro maestro.

Ciò che ostacola l'uomo e gli sbarra la strada, lasciandolo interdetto e sofferente, non è una condanna inflitta da una misteriosa forma di sadismo dell'universo - come teorizzava Leopardi ... - bensì un mezzo affinché si possano riconoscere e quindi trasformare i propri ostacoli interni. La realtà esterna è per Rumi uno specchio nel quale l'uomo ha la possibilità di vedersi... Ciò che incontriamo nella vita quotidiana è la manifestazione, nel mondo della materia, di aspetti nostri inconsci. Confrontarci in modo acritico e interrogativo con quanto ci accade, ci aiuta a riconoscerli. Se qualcosa o qualcuno ci disturba, la prima cosa da fare è vedere se per caso quella stessa cosa è ben nascosta dentro di noi. Per fare ciò occorre innanzi tutto accettare la situazione, rilasciare il rifiuto e il giudizio. Tutti e tre questi aspetti agiscono da amplificatore del problema; più noi lo rifiutiamo, più diventa grande. Così scrive Rumi:

'Quando uno specchio vuoto e le sue abitudini più distruttive, sono posti uno di fronte all'altro, è allora che comincia il vero lavoro. ... Chiunque veda chiaramente che cosa sia malato in lui comincia a galoppare sulla strada. Non c'è niente di peggio che pensare di essere perfetti. Più di ogni altra cosa l'autocompiacimento blocca l'abilità.' Da 'Rumi Dialogo con l'Universo', p. 125.

Quando si accende un fiammifero in una cantina buia possiamo vedere ciò che c'è da pulire e mettere in ordine. Analogamente la Luce interiore illumina le zone che abbiamo bisogno di vedere e trasformare. Così scrive il nostro poeta:

'Durante la notte non c'è luce; non vedi il colore; comunque con il contrario della luce ti è chiaro che prima si vede la luce, poi si vede il colore; e tu sai ciò immediatamente tramite il contrario della luce. Dio ha creato la sofferenza e il dolore affinché la felicità sia manifesta grazie a questo contrasto. Le cose nascoste sono rese manifeste dai loro contrari. Dato che Dio non ha opposto, Egli è nascosto.' Ivi pp. 120-121.

2. Comprendere l'importanza della Luce.

Contemplare sulla Luce (possiamo visualizzare il sole, una stella, una luminosa galassia, un oceano di Luce, qualunque cosa possa richiamarci interiormente l'idea della Luce divina), immaginando di rilasciare in essa le paure che scopriamo in noi, grazie al problema che abbiamo di fronte, è di grandissimo aiuto. Scrive infatti Rumi:

'Non c'è visione del colore senza la luce esterna; altrettanto è per il colore dell'immaginazione interiore. Il colore esteriore si vede grazie alla luce del sole, mentre il colore interiore si vede grazie alla luce del Sublime. La luce che conferisce la luce all'occhio è la luce del cuore; la luce dell'occhio viene dalla luce dei cuori, e la luce che dà luce al cuore è la luce di Dio, che è pura e diversa dalla luce dell'intelligenza e dei sensi. ... Perciò tu conosci la luce tramite il suo opposto; l'opposto manifestandosi rivela il suo opposto. La Luce di Dio non ha, in tutto ciò che esiste un opposto, tramite il quale la si possa vedere manifesta. Così i nostri occhi non Lo vedono, anche Egli ci vede.' Ivi, pp. 121-122.

Per aiutarci possiamo immaginare di rilasciare nella 'Luce di mille soli' il problema o la paura che ci imprigiona, e, mentre la osserviamo dissolversi nel suo fulgore, diciamo:
'L'affido a Te. Accetto il Tuo aiuto in qualsiasi modo Tu desideri offrirmelo. Ti amo e ti ringrazio profondamente.' Ivi. p. 239.

Sede: Per approfondire vedi in 'Rumi Dialogo con l'Universo, i capitoli: 'Il gioco degli opposti' e 'Esempi di visualizzazioni creative successive al canto del Suono HU'.

 

18/03/2019 - 18/03/2019


Laboratorio di poesia e presentazione del libro

Musica canto danza e poesia con i bambini e incontro dibattito con i genitori


All'interno del complesso scolastico Gianni Rodari un'interessante esperimento di condivisione e ascolto della musca sufi, della danza Samà, della poesia di Rumi e del Canto HU, con la collaborazione della danzatrice persiana Katayoun Byouki, condotto da Giuliana Colella, coadiuvate dalle insegnanti Daniela Cavola, e Francesca Fornari, ispiratrici del progetto.

Sede: Istituto comprensivo Gianni Rodari - Via Niobe 52, 0018 Roma

Scheda di presentazione: Scarica il pdf